Censimento dell’Architettura Rurale
Emmetropia ha avuto il privilegio di prendere parte a una delle più importanti campagne di documentazione del patrimonio culturale italiano degli ultimi anni: il Censimento Nazionale dell’Architettura Rurale, un progetto ambizioso finanziato dal Ministero della Cultura attraverso i fondi del PNRR.
L’obiettivo era chiaro e affascinante: mappare, studiare e preservare la memoria materiale del nostro paesaggio agricolo, un patrimonio diffuso e fragile che racconta secoli di storia, lavoro e relazione con il territorio.
Il Progetto: Una Sfida Collettiva
Il Ministero ha affidato questa operazione nazionale all’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD), che ne ha curato il coordinamento scientifico. Il lavoro è stato suddiviso in lotti regionali, affidati a un raggruppamento di imprese specializzate, con il compito di produrre, entro il 2025, oltre 50.000 schede catalografiche in tutta Italia.
Il mio ruolo si è inserito in questo vasto programma, lavorando come catalogatore sul campo per documentare il materiale necessario in vari lotti regionali.
Il Cuore del Lavoro: La Nuova Scheda AR
Per questo censimento, l’ICCD ha sviluppato uno strumento eccezionale: la nuova Scheda AR (Architettura Rurale). Non un semplice modulo, ma uno strumento di ricerca progettato per catturare la complessità di ogni edificio. Al suo interno, dati sul paesaggio, sullo stato di conservazione, sulle tecniche costruttive, sulla storia e sul valore architettonico si intrecciano per creare un ritratto multidimensionale di ogni casa rurale, masseria, cascina o baita.
L’Esperienza sul Campo
Il lavoro consisteva nella ricognizione diretta sul territorio, nell’identificazione degli edifici significativi, nel loro rilievo fotografico e nella raccolta meticolosa di dati da inserire nella scheda AR. È stato un lavoro di scoperta, che mi ha portato a osservare con occhi nuovi angoli d’Italia, a leggere il territorio attraverso le sue architetture più umili e le abitazioni delle ricche famiglie che possedevano i vasti terreni.
Un Patrimonio per Tutti
Tutto questo lavoro confluirà nel nuovo Catalogo Generale dei Beni Culturali, un sistema digitale all’avanguardia che renderà questi dati accessibili a tutti in formato Linked Open Data. L’obiettivo finale si collega con il vasto programma promosso da ICCD: digitalizzare per valorizzare, trasformando il censimento in una risorsa viva per comunità, amministratori, studiosi e appassionati, gettando le basi per future politiche di tutela e riuso consapevole.
Partecipare a questo progetto è stata per me più di un’esperienza professionale: è stata l’opportunità di contribuire attivamente a salvare dall’oblio una pagina fondamentale della nostra identità, rendendola disponibile per le generazioni future.













